Ma le coppie italiane infertili non vanno all’estero solo per sottoporsi ai trattamenti di procreazione assistita vietati in Italia (come la fecondazione eterologa o l’uso di una madre surrogato), ma anche per l’omologa o le diagnosi reimpianto, che potrebbero effettuare in Italia. La causa è la mancanza di informazione.
28 MAR - Quattro mila coppie in fuga dal nostro paese ogni anno, sembra questo il prezzo da pagare per la disinformazione. Questo è infatti il numero di aspiranti genitori italiani che si è rivolto a cliniche all’estero nel 2011 per ottenere trattamenti di procreazione medicalmente assistita (Pma): la metà avrebbero potuto chiederli anche qui. Il motivo? Semplicemente i cittadini italiani non sanno o non hanno capito bene cosa prevede la legge, a causa della scarsa e confusa informazione che è stata fatta riguardo la Legge 40 sulle norme che regolano la Pma. Questi i dati che emergono dalla quarta indagine dell’Osservatorio sul Turismo Procreativo, presentata oggi a Roma.
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